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LO SPORT E L’IMPORTANZA DI CREDERE NEI PROPRI SOGNI

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“Un vincitore è un sognatore che non si è arreso” (Nelson Mandela)

 

Vi ricordate quando da piccoli vi chiedevano “COSA VUOI FARE DA GRANDE?”. Ognuno di noi ha risposto negli anni in modi differenti, in maniera più o meno irrealistica.

Ma fermiamoci un attimo a ragionare sul significato di AVERE UN SOGNO: chi decide realmente se un nostro sogno è giusto o sbagliato, realizzabile o non realizzabile?!

Reputo sempre più importante trasmettere ai nostri ragazzi l’importanza di CREDERE NEI PROPRI SOGNI, e soprattutto di non lasciarsi influenzare da fattori esterni.

Grazie allo sport, i giovani hanno modo di sperimentare cosa vuol dire avere una passione, porsi degli obiettivi ed essere pronti a tutto per raggiungerli. Emerge ancora una volta il valore educativo dello sport: non solo è fonte di benessere fisico ed emotivo, bensì insegna ai giovani a conoscere meglio se stessi, ad affrontare la realtà e soprattutto, ad INSEGUIRE I PROPRI SOGNI!

Certamente, non tutti diventeranno i prossimi campioni del mondo, ma faranno della loro carriera sportiva una vera e propria ESPERIENZA DI VITA, mettendosi in gioco, cadendo, rialzandosi, conquistando e crescendo!

Un aspetto che risulta fondamentale per poter inseguire e concretizzare un sogno è il SAPERSI METTERE IN GIOCO: la novità spaventa perché è piena di incertezze. Ma capiamo benissimo tutti che il non provarci è di per sé un fallimento. Se rimaniamo fermi dove siamo, non sapremo mai cosa ci aspetta di meraviglioso un metro più in là. Impariamo a buttarci in nuove esperienze, anche solo per la curiosità di vedere come va: non esiste un’età giusta per inseguire un sogno! E trasmettiamolo anche ai nostri ragazzi: nel corso della loro vita gli potrebbe capitare di scegliere un percorso che potrebbe rivelarsi non adatto a loro, ma questo non deve essere fonte di scoraggiamento, bensì un’opportunità per provare un’altra strada!

Grazie allo sport, hanno la possibilità di SPERIMENTARE e SPERIMENTARSI, conoscere i loro PUNTI DI FORZA e porsi degli obiettivi di miglioramento.

Il passo più importante per realizzare un sogno è CREDERCI e sostenerlo a gran voce, a discapito delle influenze esterne. Ognuno di noi è artefice del proprio destino: un destino che si costruisce una pietra dopo l’altra, con sacrificio, determinazione e tanta passione.

 

“Vola solo chi osa farlo” (Luis Sepulveda)

TRASFORMARE LE SCONFITTE IN UN’OPPORTUNITA’!

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TRASFORMARE LE SCONFITTE IN UN’OPPORTUNITA’!

 

Vedere qualcuno sollevare il trofeo per la terza volta, stando lì, è un momento emotivamente difficile. Non c’è niente che desidero di più che tenere uno di questi trofei tra le mani!

Farò tutto il possibile per competere con loro e alzare il trofeo!

 

ALEXANDER ZVEREV non ha vinto gli Australian Open, ma ci ha trasmesso il vero spirito sportivo. Un grande CAMPIONE che ci ha dimostrato come affrontare le sconfitte e i fallimenti con una MENTALITA’ POSITIVA: il risultato arriverà, se non oggi, domani, ma l’obiettivo più importante è NON ARRENDERSI E CONTINUARE A DARE IL MEGLIO DI SE’!

Il fallimento è parte della quotidianità di tutti noi: un brutto voto a scuola, un errore a lavoro, una parola sbagliata con una persona cara…

L’aspetto più rilevante non è il fallimento in sé, ma come reagiamo davanti ad esso: le sconfitte devono essere un’importante opportunità di RIFLESSIONE, INSEGNAMENTO e CRESCITA!

Quando si attraversa un fallimento è necessario non essere troppo severi con se stessi: ammettere l’errore è corretto, ma il rimuginarci continuamente sopra non ci aiuterà.

  • “Perché ho sbagliato?”
  • “Quali obiettivi posso fissare per migliorare e non incorrere di nuovo nello stesso errore?”

Una riflessione attenta e propositiva è fondamentale per poter sfruttare al meglio il fallimento e trasformarlo in un’opportunità di crescita… Il famoso detto “Sbagliando si impara”!

Di grande aiuto risulta anche il SUPPORTO EMOTIVO da parte di persone fidate: confrontarsi con il proprio coach e con i propri compagni di squadra può essere un’ottima opportunità per sperimentare ed elaborare punti di vista differenti dal proprio.

Come ci ha dimostrato Sinner, anche il supporto da parte di un avversario può essere fonte di INCORAGGIAMENTO: “…Noi alla fine siamo compagni e credo che un aiuto da un altro compagno può dare una mano!”

Insegniamo ai nostri giovani atleti a non temere il fallimento: aiutiamoli ad accettare l’errore e utilizzarlo come chiave per trasformarli in uno STRUMENTO DI CRESCITA PERSONALE!

 

“La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci ogni volta che cadiamo” – Nelson Mandela

 

Matilde Poluzzi

Ex atleta di danza sportiva

Esperta in Psicologia dello Sport

“ALLENAMENO CASALINGO”, È POSSIBILE?!

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“ALLENAMENO CASALINGO”, È POSSIBILE?!

 

“I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall'interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione” - Muhammad Ali

 

Per raggiungere i propri obiettivi sono necessarie ore e ore di allenamento giornaliero in pista da ballo?! Sicuramente l’allenamento è importante, ma va sempre calibrato sulla base di livello, età e necessità di ogni atleta.

Per i nostri giovani atleti, passare del TEMPO DI QUALITA’ nel contesto sportivo è di fondamentale importanza per la loro crescita sportiva e soprattutto relazionale. Sottolineo che ho utilizzato il concetto di tempo di qualità: non è necessario passare tante ore in pista, ma risulta fondamentale valorizzare il tempo che si ha a disposizione. Tra i compiti degli allenatori, risulta fondamentale trasmettere ai giovani atleti l’importanza dell’allenamento, della pratica costante e soprattutto renderli autonomi nell’allenamento individuale.

Considerando il punto di vista delle famiglie, risulta spesso impegnativo conciliare gli impegni sportivi con i bisogni e le necessità del quotidiano, come ad esempio organizzare le diverse trasferte settimanali per lezioni, allenamenti, competizioni, etc.

Soffermiamoci sul concetto di allenamento, considerandolo un concetto multidimensionale: l’allenamento sulla pista da ballo è sicuramente il più importante per diversi aspetti (supervisione dell’allenatore, partnering, condivisione e coesione sociale, etc.), ma non è l’unico aspetto!

 

Ecco alcuni consigli per supportare i nostri giovani ballerini anche a casa!

  • CREA UNO SPAZIO DI PRATICA: basta un angolo libero e uno specchio per rendere la pratica sicura e piacevole
  • STRETCHING INSIEME: Dedicate 10-15 minuti al giorno per migliorare la flessibilità e passare del tempo insieme.
  • GUARDA VIDEO DI DANZA: Scoprite nuovi stili insieme e lasciatevi ispirare da esibizioni appassionanti!
  • LEGGI I NOSTRI ARTICOLI: RD MAGAZINE in versione cartacea è nato proprio per voi

 

Questi semplici ma utili consigli possono essere un’occasione per rendere la danza un’esperienza condivisa, consentendo ai nostri giovani atleti di praticare e sperimentare anche a casa!

UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO – OLIMPIARDI 2024

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Quanto è importante per i nostri atleti un ambiente supportivo e aggregante?!

In un contesto competitivo, in cui i ragazzi si trovano spesso a gareggiare l’uno contro l'altro, risulta fondamentale lavorare sulla coesione sociale e sul senso di appartenenza alla comunitá.

Ho voluto così dare vita al progetto delle OlimpiaRDi, creando un momento di condivisione, aperto a tutta la comunità sportiva, per inaugurare la nuova stagione agonistica. Sono voluta uscire dagli schemi, proponendo un'attività di team building che coinvolgesse tutti gli agonisti di Ritmo Danza e le loro famiglie. Attraverso il filo conduttore della danza sportiva, i partecipanti si sono cimentati in diverse attività, mettendosi in gioco e collaborando tra di loro. 

Reputo che, in una comunità sportiva eterogenea come quella di Ritmo Danza (per differenze di età, categorie ed esperienza), sia importante, attraverso questi progetti, sostenere e contribuire al BENESSERE MENTALE dei suoi membri. In particolare, per gli atleti, una prestazione eccellente è il prodotto di una preparazione globale, suddivisibile in quattro macroaree: atletica, tecnica, tattico-strategica e mentale. Al tempo stesso, anche l’armonia del contesto in cui gli atleti sono inseriti quotidianamente assume un importante ruolo: un ambiente facilitante, quindi supportivo e aggregante, contribuisce al BENESSERE della PERSONA e di conseguenza va ad influire sulla PRESTAZIONE dell’ATLETA.

In occasione delle OlimpiaRDi, i partecipanti si sono cimentati in diverse attività, mettendosi in gioco e collaborando tra di loro: agonisti di ogni età e genitori hanno vissuto un'esperienza diversa dal solito, condividendo la pista da ballo e uscendo dalla loro zona di comfort. Dalla suddivisione in squadre miste rappresentanti Stati di tutto il mondo, alla preparazione del proprio inno, alle sfide a suon di tango e di jive… Sono risultate necessarie la capacità di collaborare, porsi in ascolto dell’Altro e sapersi mettere in gioco, con spirito di iniziativa ed entusiasmo. Come ci ha insegnato Michael Jordan, “Il talento fa vincere le partite, ma l’intelligenza e il LAVORO DI SQUADRA fanno vincere i campionati”.

 

Sono molto entusiasta della bella atmosfera che si e' creata alle OlimpiaRDi: reputo che queste tipologie di attività siano altamente formative ed aggreganti, incidendo positivamente sull'empowerment della comunità sportiva.

Sono fiduciosa di dare vita in futuro a nuovi progetti affini, proponendo attività particolari e inusuali, tali da permettere ai partecipanti di uscire dalla propria comfort zone, sperimentare e lavorare in rete, con l'obiettivo di rafforzare la COESIONE DEL GRUPPO e l’EFFICACIA COLLETTIVA.

 

“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, LAVORARE INSIEME UN SUCCESSO”

IL PENSIERO POSITIVO COME ARMA VINCENTE NELLO SPORT E NELLA VITA

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“Credi in te stesso e in tutto ciò che sei. Sappi che c’è qualcosa dentro di te che è più grande di qualsiasi ostacolo.” (Christian D. Larson)

 

Quanto è complice la mente del nostro successo? Assumere un atteggiamento positivo ci aiuta ad affrontare in maniera ottimale qualsiasi aspetto della nostra vita.

In particolare per i nostri giovani atleti, lo sport e la scuola sono i principali contesti in cui si trovano ad affrontare una continua alternanza tra situazioni di successo e situazioni di fallimento. Per ottenere dei buoni risultati, diventa rilevante assumere un modo di pensare positivo: diversi studi in ambito sportivo, hanno dimostrato come atteggiamenti e pensieri positivi siano in grado di contribuire a buoni livelli di performance.

Sviluppare una buona consapevolezza delle proprie capacità e risorse risulta un passaggio fondamentale per sviluppare un dialogo interno che si focalizzi su pensieri positivi: “l’avversario è molto forte, ma voglio dare il meglio di me” trasmette sicurezza, autostima, determinazione; al contrario un pensiero come “E’ troppo forte, non ce la farò mai” rischia di alimentare la così detta “profezia che si auto-avvera”.

Questo non vuole dire che dobbiamo pensare ai nostri ragazzi come degli atleti invincibili, ma possiamo supportarli nello sviluppo del self-talk. Ad esempio, prima di una gara, possiamo mostrare loro il nostro sostegno e incoraggiamento attraverso l’espressione di una PAROLA-CHIAVE (che richiami un gesto tecnico dello sport praticato) o una breve FRASE STIMOLANTE, tale da contribuire al processo di attivazione mentale. Quella che può sembrare una semplice parola, può invece contribuire in positivo al dialogo interno dei nostri ragazzi, incrementando la loro autostima e fiducia nelle proprie capacità.

Il pensiero positivo diventa fondamentale soprattutto nei momenti di difficoltà, quali ad esempio la sconfitta o l’errore in una gara importante, un brutto voto a scuola. Abbiamo già precedentemente evidenziato come l’errore sia fondamentale nel percorso di crescita di ogni individuo: la differenza si riscontra nel come l’errore viene affrontato. “Ho sbagliato, ma voglio rimediare”, “Ho sottovalutato la mia preparazione, mi allenerò (studierò) di più”.

Sosteniamo i nostri ragazzi nel visualizzare le difficoltà come una possibilità per individuare le proprie potenzialità e un’opportunità di miglioramento, e non come il risultato di un limite personale.

 

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.” (Michael Jordan)

 

Matilde Poluzzi

atleta agonista di Danza Sportiva,

laureata in Psicologia scolastica e di comunità

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